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" Edith a.u.f.n "

L'album degli abruzzesi Edith, "Aufn".

By Mik

Edith a.u.f.n. Appena lo leggi non riesci a capire dove finisce il nome del band e inizia quello dell'album. Risolvi solo più tardi capendo che, semplicemente, l'album prende il nome del gruppo. Ti dimentichi comunque subito del “problema” quando inizi ad ascoltare le tracce che contiene; l'impatto è immediato.

Il primo lavoro, uscito per Seahorse Recordings, di questa giovanissima band di Chieti, ha l'arroganza di chi si porta appresso qualche anno di esperienza sul palco e la sfrontatezza di chi, nello sperimentare un mix tra psichedelico e progressive, non ha nulla da perdere e, anzi, a conti fatti gli riesce pure bene. Insieme sin dal 2005, gli Edith a.u.f.n. hanno impiegato ben 8 anni prima di costruire questo soffice letto armonioso e crudo composto da 12 brani che sono senz'altro il frutto della maturità raggiunta in questo lasso di tempo, gli sforzi che regalano un risultato finale concreto e coerente. Coerenza che è infatti il punto di forza del disco; una favola, accompagnata da arpeggi capaci di creare un atmosfera avvolgente che nulla potrebbero senza la voce di Matteo Dossena, dove vengono descritte, in modo chiaramente nichilista (ci mancherebbe), la società e il mutamento costante delle opinioni e del comportamento della gente, mettendo in primis l'autocritica con onesta semplicità.

Gli Edith, da Chieti

L'album inizia con 'Tram Tram', in cui la ritmica è travolgente e il titolo non delude le aspettative. 'Mezz'ora' è una delle prime tracce che, a mio parere, spicca particolarmente; una piccola riflessione personale dove il cantante decide di mettersi a nudo e, guardandosi negli occhi di fronte allo specchio, decide di tirar fuori tutto ciò che di marcio c'è da tirar fuori, senza aver paura di affrontarsi. Tutte le canzoni reggono in una linea melodica che non esce mai di tono, serrata, forse anche un po' troppo. L'ultima traccia; 'Capture' , in inglese, è probabilmente l'unica canzone a staccarsi un po' dal lavoro complessivo, si sente infatti più l'influenza grunge di Sonic Youth e Nirvana. Il giudizio finale è dunque molto positivo e soddisfacente. Come primo lavoro c'è solo da inchinarsi e tirar giù il cappello. Non ci resta, quindi, che goderci questo album d'esordio e aspettare di vedere, con la dovuta curiosità e trepidazione, quale maturità di composizione questi ragazzi abruzzesi raggiungeranno con il prossimo lavoro in studio..con la speranza di non dover aspettare altri 8 anni!





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