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lunedì 15 aprile 2013

Amorbus: "Dead Meat Ep", licenza di inquietare..


A cura di Andrea Galuzzi

Misfits!” “Misfits, Accorrete! Li ho trovati! Ho trovato i vostri eredi! Non ci crederete mai, sono italiani!” “Sì, sono giovani, bravi e suonano da veri spaccacervelli!”. “Non ci credete? E allora basta andare su YouTube e cercare Amorbus Dead Meat EP, vedrete, impallidirete anche voi.”

Dopo questa breve invocazione dei re assoluti dell’“Horror Punk” che spero vi abbia provocato almeno un flebile sorriso, passiamo a parlare dei “terrificanti” (in senso positivo, loro capiranno) Amorbus, provenienti dalla a me vicina e amata Pavia. 

Amorbus è un progetto che nasce alla fine del Gennaio 2012 nelle paludi del pavese dalle menti malate di Gil, Fonta e Simo”, cito la loro stessa definizione, sotto il segno dello Splatter. Il loro è un Punk molto corposo e violento, con delle evidenti influenze Death e Grindcore sia nelle ritmiche che nella voce ma senza mai perdere il grezzo furore punkettone che tanto apprezzo.

La loro musica è caratterizzata da un basso rapido e incalzante che, come una locomotiva, si tira dietro il peso della canzone e insieme ad una batteria potente, asciutta e scandita, che puntualizza e delinea alla perfezione i tempi della canzone, forma una base ritmica di rara solidità nelle band del punk italiano le quali troppo spesso si rifanno alle monotone plettrate del buon Mark Hoppus dei Blink 182. Le due chitarre sono un altro punto di eccellenza degli Amorbus: la ritmica è sguaiata, graffiante e dolorosamente macabra, creando in questo modo l’atmosfera da Horror-Film che caratterizza l’opera di questi ragazzi e su cui poi si appoggia tutta la band; quella solista invece è ciò che forse fa spiccare gli Amorbus nel panorama del loro genere, dal momento che nel punk (specialmente quello così grezzo e aggressivo) raramente avevo sentito dei soli e dei riff di così pregevole fattura, e non mi sto limitando all’Underground.


Infine la voce è perfetta per il genere, la malefica distorsione applicatale rende proprio l’idea macabra e terrificante della band e a mio parere ci dà un nuovo punto di vista sullo Scream, che negli ultimi anni si sta limitando agli urlacci Metalcore dei Bullet For My Valentine. In definitiva, ribadisco che per me gli Amorbus sono i potenziali equivalenti italiani dei Misfits, ma non si fermano a questo perché ricordano anche gruppi come Arch Enemy e Opeth e, soprattutto, nel loro Ep precedentemente citato la terza e omonima canzone “Dead Meat”ci sorprende con un’intro lenta e delicata ma altrettanto inquietante per poi esplodere.

Concludendo, le potenzialità di questi ragazzi sono tante da quello che queste tre canzoni lasciano trasparire, forse l’unico consiglio che mi sento di dare è di imparare da quelli che sono ancora i loro maestri e di curare la loro immagine mostruosa con più cura e “mente malata”, come piace a loro.

By Andrea Galuzzi (Keep on Horror Punking) 







 



1 commento:

  1. Grazie mille per la stupenda recesione! Per fine aprile/inizio maggio rilasceremo un nuovo singolo, spero apprezzerai!

    AMORBUS

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