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L'alba di nuovo - La nuova razza


Un velo d’oscurità avvolge l’hardcore. L’insofferenza per il mondo e il modo in cui viviamo ci porta alla pazzia, che in la nuova razza viene esorcizzata con le urla strazianti, e con grevi armonie, al limite della sopportazione.


band terni

di Angela Mingoni

Il punk, o punk hardcore, aiuta a svuotare l’anima dalla rabbia. Nato tra gli anni ’70 e ’80, è un genere che deve le sue origini alla sempre fertile Gran Bretagna e agli Stati Uniti.

“L’Alba di nuovo” propone un sound che è caratteristico di questo genere. Sembra quasi preso dal manuale del perfetto punk rocker. Il loro punto di forza, e motore delle loro energiche performance, si trova nella sezione ritmica, precisa e martellante che tiene vivo un disco a volte singhiozzante per colpa delle parole che sfuggono mettendo in difficoltà chi ascolta. Il valore dei testi, è penalizzato da uno scrosciare di lettere senza una metrica precisa che permetterebbe, con una maggior cura, di afferrare i concetti con più facilità.

Le semplici ma efficaci sonorità proposte dalla chitarra rispecchiano l’identità di questa band che sembra aver bisogno di scatenare sul palco tutto il proprio furore. Molto bella l’introduzione di L’uomo creò Dio; brano che pare ricalcare appieno il pensiero di Ligabue quando si chiedeva dove fosse finito Dio e se avesse avuto un attimo per lui.

Decisamente affascinante la scelta di intrufolare furtivamente due citazioni dallo stesso film. “Citazioni”, appunto, ci immerge nel mondo di Waking life, film d’animazione realizzato in rotoscope nel 2001 che racconta la ribellione di un uomo che se ne va per strada guidando una barca e rifiuta di essere sottomesso e controllato dalla società, che gli dice cosa pensare, come agire, cosa leggere. Pochi secondi ma intensi, carichi di rabbia ma coraggiosi. “Outro” invece chiude l’album e ci invia un messaggio forte e chiaro: “le idee sono a prova di proiettile”.Quando ascolti La tua identità, dopo qualche secondo di smarrimento, è subito chiaro lo stile del gruppo. È il giusto preludio; ecco i riff semplici, ecco la profonda linea di basso, ecco la batteria suonata con ardore, ecco un buon pezzo da proporre al pubblico.

Sebbene il percorso sonoro proposto scada un po’ nella banalità diventa necessario incoraggiare questo progetto musicale. Occorre punzecchiarlo per farlo maturare. Si deve continuare a suonare dal vivo, e nutrirlo,così di energia positiva che solo il calore di un pubblico calcitrante ti può dare.





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