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Intervista Tutte Le Cose Inutili - Firenze

Continua il nostro viaggio alla scoperta reale dell' underground italiano. Dopo aver ascoltato Tutte Le Cose Inutili, band proveniente da Prato, siamo andati finalmente a fare quattro chiacchiere con loro e a conoscerli un po'...


tutte le cose inutili concerto
di Angela Mingoni

Prima di tutto ciao. Intanto così, per iniziare, senza una domanda precisa se vi voleste presentare ai lettori.
Ciao a tutti, noi siamo Tutte Le Cose Inutili, tutte le cose piccole, sotterranee, tutti i dettagli, tutto ciò che in questo periodo di smarrimento diventa fondamentale. Siamo due ragazzi ventiduenni di Prato.

Da quali esigenze emotive nasce “E forse ne faccio due”? Chi vi ha aiutato nella composizione dei pezzi? C’è qualcuno che dovreste ringraziare in modo particolare o fate tutto da soli?
E Forse Ne Faccio Due è il primo vero lavoro registrato in studio. E' un lavoro solista,perchè il batterista che è adesso il 50 % di Tutte Le Cose Inutili in tutto e per tutto lo ho conosciuto solo un mese dopo. E' stata la mia prima esperienza in studio,avevo queste "canzoni" chitarra/voce che Lorenzo Supa Bigi,del SupaStudio di Prato ha accettato di registrare e,con me, arrangiare con percussioni, synth,bassi.Tutte Le Cose Inutili è progetto che nasce solista a dicembre 2011. Ho sempre scritto, molto,e nel primo anno di università ogni volta in treno o aspettando una lezione mi ritrovavo a scrivere paginate di pensieri,lasciati liberi di fluire su carta. Suonavo e suono ancora in un' altra band dove sono il chitarrista,però volevo creare qualcosa che fosse mio,il 100 per cento di quello che credevo,di quello che ero. Ho registrato in casa con audacity 11 canzoni con una chitarra classica senza una corda e un po' di synth improvvisato. Qualche recensione negativa non mi ha danneggiato,ho cominciato a mandare per mail il mio lavoro praticamente a tutti. Una piccola netlabel mi aveva proposto un contratto ed è quello il mtivo principale per cui ho deciso di investire dei soldi in questa cosa,andare a registrare seriamente,volevo lasciare ai miei amici,a chi incontrerò,alla mia famiglia qualcosa di me che resterà nei miei scaffali per sempre. E Forse Ne Faccio due è stato il clou di un periodo della mia vita in cui goni giorno ogni canzone veniva fuori,ordinata,già conclusa.un periodo in cui la musica mi è servita più di ogni altra cosa.Tutte Le Cose Inutili è un progetto,non per scelta, autoprodotto, autogestito, autofinanziato e automunito.E' una società per azioni con due soci e molti amici

A cosa è dovuta la scelta del punk, come vostro genere di riferimento? Cosa vi da in più, se vi da qualcosa in più.Voi siete punk quasi a metà, siete punk a bestia moderati.
Le etichette di genere sono sempre difficili da dare,soprattutto a se stessi e soprattutto quando sei convinto di non essere pezzi di altri,ma te stesso. Il punk è l'attitudine,il gridare per attirare l'attenzione,le chitarre che anche se sono scordate non me ne frega un cazzo perchè non siamo perfetti e non vogliamo esserlo. Vogliamo dire delle cose,milioni di parole,che mi ha fatto bene tirare fuori,cantarle davanti alle persone,mi fa essere una persona diversa,e migliore su un palco,canto parole che ormai so a memoria e cantandole mi emozioni comunque,e molto,e che sono convinto potrebbero far star bene anche altri,sono convinto che qualcuno ci si potrebbe ritrovare in quello che scrivo

L’amore è il tema ricorrente di tutto il vostro lavoro, o almeno ne occupa la maggior parte. Ma come si vive l’amore quando si hanno 21 anni? Ma soprattutto, adesso, siete innamorati?
L'amore a 21 anni,adesso 22 ,non è per forza banale come non è per forza serio e sentito a 40. Dopo una storia di quattro anni che vi assicuro è stato amore,vero,mi sono ritrovato senza punti di riferimento,senza sapere cosa fare e dove andare. Lo scrivere canzoni è nato da lì,non lo avevo mai fatto prima se non in pochissime occasioni. Nel periodo in cui sono stato molto da solo,è stata una cosa spontanea,dovuta,le parole mi uscivano senza doverle cercare,senza dover pensare a cambiarle. Ci ho messo dentro tutte le cose che per carattere non ho avuto la voglia di raccontare alle persone che avevo vicine e tutte le cose inutili a cui ti capita di pensare."Siamo Innamorati ??" ...per quello che riguarda il batterista dovete chiedere a lui,anche se credo di si.io no,anche se aspetto davvero che certi momenti tornino,magari un giono così faremo un album felice e allegro.




I vostri testi sono molto forti, delle vere e proprie poesie. Mai pensato magari di metterci su uno spettacolo teatrale? Musica e teatro vanno spesso molto d’accordo. Capovilla canta, suona ma si da anche ai readings, adesso legge Paolini.
Sarebbe splendido e credo che potrebbe essere la cornice perfetta per i nostri concerti,che non avranno comunque mai persone sotto al palco a ballare e spintonarsi. Ci fosse l'occasione noi la coglieremmo al volo,speriamo. Tra qualche mese poi uscirà un libro + cd di Tutte Le cose Inutili,e sarebbe bello presentarlo con qualche reading,sonorizzazioni. Ho sentito della nuova idea di Capovilla. Capovila è un attore che riesce a calarsi nel personaggio,con tutta la cattiveria la pazzia e la passione che serve. Ho avuto l'occasione di vederlo alla Flog con il reading di Majakowski ed è stato molto toccante.


Boulevard Montmatre è sicuramente la canzone che a tutte vorrebbero sentirsi dedicare (anche quelle che fanno le dure), parla di un’esperienza personale o è un ritratto generico delle storie appena iniziate?
Boulevard Montmarte è una delle canzoni che mi sta più a cuore,anche se non la canto quasi mai live perchè mi scordo sempre qualche parola. Apparte qualche piccolo dettaglio,come i capelli impermeabili,o " ti sto sulla sinistra per donarti il mio lato migliore" per il resto non deriva da un'esperienza personale,e comunque non da una sola. Un giorno mi sono ritrovato davanti a un quaderno che aveva in copertina il quadro Boulevard Montmartre di Pissarro,ed è lì dentro che ci ho visto quelle cose,che ci ho immaginato quelle cose. Qualcosa di quel quadro mi ha parlato,e io ho dovuto solo scrivere in diretta le parole che mi sussurrava. E' stata un'esperienza molto forte,quasi mistica che non mi è più ricapitata.Dentro ci sono le citazioni a halleluja di cohen "l'amore non è una marcia vittoriosa" e a cenere dei marta sui tubi. La scena è molto bella qualcuno da un locale canta una canzone e i protagonisti ci cantano sopra altre parole di un'altra canzone di quella che dice "comprerei da te ogni sorta di magia".

La scelta di cantare in italiano è davvero lodevole e coraggiosa, una specie di rarità se si pensa alla maggior parte dei gruppi emergenti nel nostro Paese. Come avete fatto a non cedere alle lusinghe dell’inglese?
E' inutile cantare in inglese se non hai una pronuncia perfetta e limata,perchè poi non potrai proporre il tuo lavoro fuori dall'italia comunque.E poi come avrai notato il fulcro di Tutte Le Cose Inutili sono le parole,è lì che vorrei che la gente si concentrasse,quindi l'italiano è fortemente voluto e dovuto. In italiano riesco a giocare con le parole,a trovarne di nuove,l'inglese sarebbe limitante. E poi ultimamente ascolto solo musica cantata in italinao,voglio sapere quelle persone cosa hanno da dire,quale parte di loro ci vogliono far vedere in quella canzone precisa.

"ti potrebbero rubare anche tutti i soldi che hai,i ricordi delle cene di natale,quando ti sei addormentata sul marciapiede perchè non c'era più niente da bere,ti rubassero anche quell'arpa con dieci milioni di corde che ti ritrovi sulla testa,quando piangevi mentre ridevi,e quando sorridevi mentre piangev,ti lasciassero anche solo la tua dolce curiosità,scrivimi come dormi,se dormi,e se per caso dormi,se ci sono in uno,in almeno uno dei tuoi pensieri felici,in tutte le cose inutili a cui ti capita di pensare"

La vostra etichetta è la Toten Schwan Rec. Com’è nata questa collaborazione? Perché vi hanno offerto un contratto? Non che la cosa sembri impossibile, una volta che vi si ascolta si capiscono perfettamente le vostre qualità.
Appena ho avuto in mano il master dell'album ho iniziato a mandarlo a giro,a chiunque,a etichette, magazines ,tutto ciò che è umanamente possibile. La risposta di Toten Schwan è stata rapida e bellissima. Davide,il fondatore dell'etichetta spezzina,mi dice che ho due pregi,l'originalità e il talento,quindi dopo un paio di chiamate,eravamo già amici. Pochi giorni dopo ci hanno invitati a genova a suonare al Lucrezia Bar,lì abbiamo conosciuto oltre a Davide, Simone Luca MIrko e Rick,tutta la squadra toten schwan e sono bastati pochi minuti per rimanere affascinati dalla passione che questi ragazzi hanno per la musica e per quello che fanno,nonostante tutti lavorino per vivere.Verso settembre 2012 è uscita la seconda compilazione di TotenSchwan con un doppio cd glassmaster in tiratura da 500 copie,e ci siamo dentro anche noi con Katy si è persa .Credo che manterremo sempre un contatto con loro,perchè lo meritano e perchè ci mettono il cuore in quello che fanno.Il loro sito è questo www.totenschwan.altervista.org . Loro sostengono la musica underground di qualità,che sia metal,o cantautorato o strumentale.

Tra le vostre band “del cuore” spiccano nomi molto importanti come Teatro degli Orrori, Luci della Centrale Elettrica e i CCCP. Quanto della loro musica vi ispira? Cosa “copiate”?
Si io ascolto molti gruppi della scena indipendente italiana,persone che stimo e dai quali cerco di imparare. Nelle mie canzoni non ci sono copiature,non ho mai pensato "facciamo una canzone con la struttura tipo quella di..." no,al massimo devo dire che nell'album ci sono tantissime citazioni di altri,di canzoni,di poesie,mi vengono in mente adesso la frase "ho mal di testa e di universo" di Fernando Pessoa che canto in Katy si è persa e "poi pensai così tanto che mi uscì il sangue dal naso" ripresa da De andrè,Fiume San Creek,e riutilizzata in Oggi non è il giorno che ti faceva paura ieri. Se devo dire quali band ritrovo di più ascoltando i miei pezzi,mi vengono in mente i Diaframma,band storica fiorentina e imprtatrice in italia della New Wave,e i Massimo Volume,per esempio nell'album stanze,o lungo i bordi,soprattutto per quanto riguarda il parlato.


Oltre al vostro gruppo e alla musica, a quali altri progetti o lavori vi dedicate?
Io quest'anno ho smesso di andare all'università (ho fatto due anni di Lingue a Firenze) perchè ho capito che non era la mia strada. Per adesso non faccio niente a parte suonare , scrivere e lamentarmi che non faccio niente. Però tra pochi mesi uscirà per HabanerO Edizioni,una casa editrice organizzazione eventi di Genova un libro che si chiamerà Preghiere Underground insieme al cd E Forse Ne Faccio Due. Meo,il batterista, invece fa da tempo il fotografo e il grafico,lavora per privati e per alcuni locali o band che lo chiamano per flyers,grafiche e infatti stata un fortuna incontrare un batterista -grafico perchè può curare lui le copertine dei nostri cd!!.
Sicuramente sfondare in Italia è molto complicato, il percorso è lungo e difficile, i soldi che girano sono pochissimi e i gruppi tantissimi. Come si fa a sopravivvere?
Per adesso ce lo possiamo permettere,non andiamo praticamente mai in pari con le spese ma non ci interessa. ci stiamo creando piano piano un'ossatura. Questo progetto è ancora una cosa fresca,nuova,e dobbiamo ancora imparare molto anche se abbiamo una grande voglia di fare. La cosa più difficile per noi è riuscire a suonare,i locali preferiscono delle tribute band che portano pubblico e non sanno cosa farsene di band emergenti che non portano al locale nessun riscontro economico.

Quali sono i vostri impegni per il futuro? O almeno i più vicini.
Il 27 febbraio,quindi ta pochi giorni, suoneremo in apertura ai Tre Allegri Ragazzi Morti a Genova al Teatro Archivolto grazie a Emanuele Podestà e alla squadra Habanero. Sarà un'esperienza molto intensa suonare in un teatro del 1857 davanti a centinaia di persone. Poi verso marzo/aprile uscirà il libro+cd a distribuzione nazionale,poi ci sono un paio di progetti molto particolari,tra cui reading e cose del genere,e infine non vediamo l'ora di rientrare in uno studio di registrazione questa volta in due,e fare uscire un lavoro che sia molto simile a ciò che portiamo a giro suonando,e cioè un album più grezzo,ma allo stesso tempo più incisivo e immediato. 

Intervista a cura di Angela Mingoni
disco tutte le cose inutili

http://www.facebook.com/TutteLeCoseInutili
http://tuttelecoseinutili.bandcamp.com/
http://soundcloud.com/tutte-le-cose-inutili/
http://www.totenschwan.altervista.org/tutte-le-cose-inutili.html
http://www.rockit.it/TLCItuttelecoseinutili
http://www.reverbnation.com/tuttelecoseinutili
http://www.youtube.com/playlist?list=PLKGmkcOjzwA-lkdNhTazZbJIxnxtWLZIH 

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